PALAZZO LAMARMORA

La facciata del palazzoGli edifici del Piazzo si affacciano su Biella accentuando il dislivello con la città bassa per essere costruiti sul filo della collina. Palazzo La Marmora invece e arretrato: varcato il cortile d' ingresso chi entra è sorpreso di trovarsi in un profondo giardino terrazza che si apre sulla città ed è attratto dalla linea dell'orizzonte; ma giunto alla balaustra, e voltandosi a guardare l'edificio, si accorge che il giardino è accogliente e raccolto, come se fosse un chiostro a tre lati.
Sul lato destro un porticato a doppie colonne chiuso da vertate apribili ed arricchito da un esemplare centenario di Ficus Repens, che lo decora con festoni e campane. Sul lato sinistro la torre ottagonale dei Masserano che si distingue tra i campanili e le torrette del Piazzo per altezza e proporzioni. Di fronte, il corpo più antico che custodisce le sale affrescate, sovrastato da una torretta quadrata.
Palazzo La Marmora è una costruzione orizzontale. La facciata settecentesca su Corso del Piazzo è composta da cinque moduli alti non più di dieci metri che seguono snodandosi per settanta metri la curva del corso; timpano, balcone, portone di ingresso distinguono e rendono più leggero il modulo centrale. Ma la simmetria esterna non rispecchia la struttura complessa dell'insieme: cinque cortili fabbricati di epoche diverse per un totale di circa seimila metri quadrati, il giardino, la torre riservano al visitatore spazi non prevedibili e vedute inaspettate.
All'interno troviamo le sale affrescate: Il salone del Camino custodisce il grande quadro di Ayresche ritrae la famiglia La Marmora verso il 1828 vi sono raffigurati tredici tra fratelli e sorelle Ferrero della Marmora. La sala de Castelli è di particolare importanza per Biella perchè sulla volta vi sono affreschi del primo quarto del 1600: una grande veduta di Biella al centro, ed intorno, in tondi e lunette castelli e località del Biellese e di altre aree limitrofe che hanno avuto con i Ferrero della Marmora legami feudali. Tutt'intorno corre una serie di stemmi che documentano i matrimoni dalla metà del 1400 ad oggi:sono gli stemmi di coloro che anno sposato membri della famiglia Ferrero della Marmora quella a forma quadrata sono di donne, quelli a forma di scudo di uomini.
La volta del Salotto Verde porta la data del 1623: si tratta di un affresco in stile tardorinascimentale a grottesche, ricco di figure mitiche ed allegoriche. In due lunette poste nell'angolo a destra è raffigurata una singolare veduta di Biella. Della fine del 1700 le altre decorazioni: due specchiere ed altri arredi con raffigurazioni di stile neoclassico in pasta di riso; alle pareti "papier peint" francese con figure simboliche dei cinque sensi, lampadari in ferro dipinto, il pavimento in seminato alla veneziana. La sala seguente era una camera da letto: infatti vene chiamata Alcova: realizzata tutta negli ultimi anni del 1700, particolarmente equilibrata nelle decorazioni: conserva carta da parati e tendaggi originali, ed è caratterizzata da una parte rialza in cui era collocato il letto a baldacchino.
Segue la seicentesca Sala dei Motti, con una volta affrescata con raffigurazioni di animali a cui sono abbinati dei motti disaggezza: " s'una mano nol frena a nulla giova il motto che commenta la lunetta dov'è raffigurato il cavallo.
Al primo piano un importante salone decorato dai Fratelli Galliari, con finte prospettive e" trompe l'oeil ",giocato su varianti di grigio e di giallo, in cui sono raffigurate le muse le scienze e le arti



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