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ufficiale di nascita del Piazzo é il 12 Aprile 1160, con cui Uguccione,
vescovo di Vercelli, concede l'investitura " de monte uno qui nominatur
Plaç" a quegli uomini di Biella che vorranno abitarvi. Ma é probabile che l'edilizia difensiva del Piazzo sia antecedente al castello dei vescovi del 1160: ai piedi del Piazzo, giá in epoca imperiale romana, si estendevano le case di Biella, antico villaggio celtico romanizzato, al quale appartengono i numerosi resti funerari ritrovati. Del V-VI secolo sono le lapidi paleocristiane conservateci, fra cui, nel duomo, quella del prete Albino. Con
l'anno 882 inizia la signoria temporale su Biella da parte dei Vescovi di
Vercelli, se si ritiene autentico il diploma di Carlo il Grosso. Sicuramente
autentico é comunque il diploma di Ottone III (999) che conferisce
alla chiesa eusebiana la signoria temporale di Biella, confermata dai successivi
diplomi. Intorno al X secolo, la vita della cittadina fa perno intorno alla
chiesa di S.Stefano, che raccoglie fra i suoi canonici anche i figli delle
famiglie piú potenti della cittá.La fondazione del Piazzo (1160), che spostá per molto tempo il centro di Biella e creó un feudo ligio al vescovo per i privilegi concessi, serví anche a controllare questa tendenza del capitolo. I privilegi e le franchige concesse da Uguccione sono gli inizi delle libertá comunali: il Comune verrá costituendosi all'inizio del 1200 ed avrá i suoi statuti nel 1245. Del 1310 sono gli statuti dei tessitori; del 1348 gli statuti dei drappieri. Biella fu cittá guelfa, e al centro di un sistema di castelli in mano ai guelfi Avogadro. Per questo nel castello del Piazzo trovarono difesa per altri due secoli i vescovi, ogni qual volta a Vercelli predominava la fazzione ghibellina favorevole all'impero, capeggiata dai Tizzoni prima e dai Visconti poi. ![]() Il potere temporale della chiesa su Biella ebbe termine con la rivolta del 1377, durante la quale il vescovo-conte Giovanni Fieschi (1348-1384) fu fatto prigioniero, il castello del Piazzo saccheggiato ed atterrato. La rivolta, capeggiata dal canonico Ardizzone Codecapra, ebbe inizio dalla pretesa del Fieschi di succedere a coloro che morivano senza testamento. Due anni dopo (1379) Biella si dará ad Amedeo VI di Savoia, dopo aver fatto appello ai Visconti: la rivolta é in realtá solo la mossa del gioco che doveva portare Biella sotto i Savoia. Il '400 fu un secolo di calma relativa: nelle case del Piazzo compaiono le belle decorazioni in cotto che, nelle loro forme ancora gotiche, tramandano un gusto che durerá per tutto il '500. Durante l'occupazione Francese ecco apparire la peste nel Biellese, che miete vittime ma per fortuna sfiorerá solo il centro abitato. Nel 1626 Biella viene elevata a capoluogo di provincia. Durante la guerra civile fra Madama Cristina di Francia e i principi Tommaso e Maurizio, nel 164-49 gli Spagnoli saccheggiano Biella. Il '700 é un altro periodo tranquillo e nel 1722 con l'occupazione Francese , Biella viene elevata a sede vescovile e cosí ha termine anche la dipendenza spirituale da Vercelli. I privilegi feudali, su cui il Piazzo si era sviluppato, sono aboliti; le stesse istituzioni civiche come il Monte di Pietá, l'Ospedale, le Scuole, il Palazzo Comunale, il Tribunale una dopo l'altra scendono al Piano. Fin dal '600 del resto, il Piano, con pochi nobili, ma con molti artigiani e commercianti, aveva preso il sopravvento sul Piazzo blasonato e immobile. Un documento inedito del 1620, descrive i diversi tipi di urbanistica del Piazzo e del Piano:<<...Nel Piazzo si uedono alcuni belli Palazzi e generalmente le case sono assai belle e fabbricate alla nobile, e sono molto folte con ben pochi giardini e cortili. Ma all'opposto il Piano abbraccia nel circuito delle mura gran spacio di terreno, e si uedono in esso non solo giardini in quantitá ma anco de' prati, vigne e campi e le case sono molto rare saluo che nel corso principale d'esso Piano e non sono di gran lunga della bellezza e qualitá di quelli del Piazzo...>>>.
Ormai anche i nobili abitano al Piazzo solo occasionalmente; per lo piú
abitano a Torino, dove svolgono mansioni presso la Corte ed il Piano é
piú popolato. Nel 1819 il Parroco dá i seguenti dati : <<
entro i confini di questa parrocchia vi sono 230 famiglie; persone che la
compongono 840, esclusi peró i figli e le figlie che sono in educazione
ed esclusi i carcerati: anime da comunione 630...>>. Con
la Restaurazione ritornano al Piazzo le sedi del Municipio e della Provincia:
ma indietro non si ritorna. Sotto l'albo pretorio del Piazzo, nel 1821,
il canonico Ignazio Marocchetti spiega al popolo i fondamenti della Costituzione.
Nel 1849 la sede del comune é definitivamente posta al Piano; nel 1859 la provincia di Biella é unita a Novara, Biella diventa capoluogo di circondario. All'evento dell'industrializzazione il Piazzo non si sviluppa piú, anche se, per qualche decennio, ospita piccoli stabilimenti nei suoi antichi edifici. La popolazione si fá sempre piú fluttuante, formata da " provvisori" che vengono a Biella per lavorare nelle fabbriche, e la mobilitá é tale che i parroci di S.Giacomo non sono piú in grado di tenere gli stati d'anime. Il basso prezzo che si chiedeva agli immigrati che affittavano le case del Piazzo, determinava i propietari a limitarsi al minimo nelle riparazioni: e questo paradossalmente ha contribuito alla conservazione degli antichi edifici. Oggi nel Piano le case si elevano in altezza, generando una concentrazione di abitanti che mette in crisi gli spazi per una normale vita di relazione: il Piazzo costituisce cosí, oltre che un bene artistico e culturale, un luogo a dimensione umana, con valori che altrove l'urbanistica della speculazione ha distrutto. |
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